Il Como è in Champions League 2026. Scrivetelo, leggetelo, tenetelo nella memoria — perché è una frase che non si era mai pronunciata in tutta la storia ultracentenaria di questo club lombardo, e che probabilmente suona ancora incredibile a chi la legge il giorno dopo la notte più straordinaria del calcio lariano.

Ho guardato la serata dell’ultima giornata di Serie A con la stessa tensione con cui si guarda una finale di Coppa del Mondo. E quando il quadro dell’ultima giornata si è completato — Roma terza con la vittoria a Verona, Milan quinto con la sconfitta inaspettata contro il Cagliari, Como quarto con il poker alla Cremonese — ho avuto la stessa sensazione di chi assiste a qualcosa che non rientrava nelle previsioni di nessuno. Qualcosa che il calcio sa creare e che nessuno scrittore di romanzi sportivi avrebbe osato mettere sulla carta per paura di sembrare inverosimile.

Il Como in Champions League. Per la prima volta nella storia. Grazie a Cesc Fàbregas — l’ex centrocampista di Arsenal, Barcellona e Chelsea che alla sua prima esperienza in panchina ha compiuto qualcosa di straordinario.

Il percorso del Como verso la Champions League 2026

Per capire la portata del miracolo del Como in Champions League 2026 bisogna guardare da dove vengono i lariani. L’anno scorso militavano in Serie B — a un livello di distanza dalla Serie A, a due livelli di distanza dalla Champions League. Fàbregas era alle prime armi come allenatore, senza esperienza in panchina se non con le giovanili dell’ex club.

La promozione in Serie A è arrivata l’anno scorso — già quella era una sorpresa positiva, considerando le aspettative moderate che circondavano il progetto lariano all’inizio. Ma la neopromossa che finisce quarta in Serie A — davanti a Milan e Juventus — è qualcosa che va ben oltre qualsiasi previsione ragionevole.

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Il Como ha costruito la sua stagione straordinaria su fondamenta che Fàbregas ha posato con pazienza e intelligenza. Non ha cercato i campioni da copertina — ha cercato giocatori capaci di giocare il suo calcio, di interpretare i suoi principi, di sacrificarsi per il collettivo. Il risultato è una squadra con un’identità forte e riconoscibile che pochi avversari sono riusciti a limitare nel corso dell’anno.

Per il contesto della stagione di Serie A leggi il nostro articolo sulla classifica Serie A finale 2026.

Puoi seguire tutte le notizie ufficiali sul sito ufficiale del Como.

Fàbregas allenatore: il genio tattico che nessuno aveva previsto

Cesc Fàbregas ha cinquantanove anni — scherzo, ne ha trentotto, ma già questa frase dice molto su quanto sia giovane per quello che ha fatto. L’ex centrocampista spagnolo ha smesso di giocare nel 2023 e ha iniziato quasi subito ad avvicinarsi al mondo della panchina — prima come osservatore, poi come allenatore delle giovanili, infine l’opportunità col Como quando la proprietà indonesiana Hartono ha deciso di affidargli il progetto tecnico della prima squadra.

Nessuno si aspettava questo. Fàbregas aveva i prerequisiti per diventare un buon allenatore — intelligenza calcistica, visione del gioco, capacità di comunicazione — ma trasformare queste qualità in risultati concreti su una panchina di Serie A richiede tempo e esperienza che il tecnico spagnolo non aveva accumulato ancora.

Invece di aspettare e fare esperienza graduale, ha bruciato le tappe in modo straordinario. Non è fortuna — o almeno, non è solo fortuna. C’è un sistema di gioco coerente che funziona, c’è una capacità di motivare i giocatori che si vede in campo, c’è una gestione del gruppo che ha prodotto una stagione storica.

La storia del Como: da cento anni ai gironi di Champions

Il Como Calcio è stato fondato nel 1907 — ha quasi centoventi anni di storia. In tutto questo tempo ha vinto un solo titolo importante — la Serie A nella stagione 1980-81, in un periodo in cui la squadra comasca era guidata da allenatori di grande esperienza e aveva giocatori di qualità internazionale.

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Da allora il Como ha vissuto tutte le categorie — dalla Serie A alla Serie D — con la triste frequenza con cui i club italiani di dimensioni medie attraversano le difficoltà economiche e sportive. La rinascita è arrivata con l’acquisto da parte della famiglia Hartono — gli imprenditori indonesiani che hanno investito nel club con ambizioni concrete e risorse significative.

Ma anche le risorse degli Hartono senza il genio di Fàbregas non avrebbero probabilmente prodotto questo risultato. Il Como in Champions League 2026 è il prodotto di una combinazione rara — investimento intelligente e tecnico straordinario al primo tentativo in panchina.

Cosa aspettarsi dal Como in Champions League

La domanda pratica che tutti si fanno adesso è questa — cosa potrà fare il Como nella prossima Champions League? La risposta onesta è che nessuno lo sa con certezza, perché non si è mai visto una squadra in queste condizioni affrontare il campionato europeo dei club.

Il Como dovrà affrontare in Champions League squadre come Real Madrid, Manchester City, Bayern Monaco, PSG, Inter, Arsenal — club con budget dieci o venti volte superiori. La differenza di risorse è enorme. Ma nella fase a gironi della Champions ogni partita ha la sua storia — e il Como ha dimostrato questa stagione di avere la qualità per competere con chiunque quando è nel suo momento migliore.

La cosa più saggia che Fàbregas e la proprietà possono fare è usare la Champions come un trampolino — per crescere, per imparare, per attirare giocatori migliori che vogliono giocare in Champions. Il risultato sportivo in sé sarà difficile da prevedere — ma il percorso è quello giusto.

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