L’albo d’oro della Formula 1 raccoglie settantasei anni di storia, dal primo campionato del mondo disputato nel 1950 fino all’edizione in corso. In cima alla classifica dei piloti più vincenti ci sono Michael Schumacher e Lewis Hamilton, entrambi a quota sette titoli iridati, seguiti da Juan Manuel Fangio con cinque e da un gruppo a quattro che comprende Alain Prost, Sebastian Vettel e Max Verstappen. Questa guida raccoglie i record, le curiosità e il contesto che rende la stagione 2026 così speciale per il pubblico italiano.
Perché c’è un dato che riguarda direttamente noi: l’ultimo campione del mondo italiano è Alberto Ascari, e risale al 1953. Settantatré anni di attesa che quest’anno potrebbe finire.
Albo d’oro Formula 1: i piloti più vincenti della storia
Michael Schumacher — 7 titoli. Due con la Benetton negli anni Novanta, poi i cinque consecutivi con la Ferrari dal 2000 al 2004, il ciclo di dominio più lungo che la Formula 1 abbia conosciuto. Per un’intera generazione di appassionati italiani, Schumacher in rosso è stata la Formula 1.
Lewis Hamilton — 7 titoli. Il primo nel 2008 con la McLaren, gli altri sei con la Mercedes nell’era dei motori ibridi. Ha eguagliato Schumacher nel 2020 e da allora insegue il record assoluto dell’ottavo titolo. Oggi corre in Ferrari, e la sua vittoria a Barcellona in questa stagione — la prima con il Cavallino — è stata uno dei momenti più emozionanti dell’anno.
Juan Manuel Fangio — 5 titoli. L’argentino domina gli anni Cinquanta vincendo con quattro costruttori diversi, impresa che nessuno ha mai replicato. Considerando che all’epoca si correva con vetture senza alcuna protezione e la mortalità tra i piloti era altissima, il suo palmarès assume un valore ancora maggiore.

A quota 4: Alain Prost, Sebastian Vettel e Max Verstappen. Il francese domina gli anni Ottanta nel duello leggendario con Ayrton Senna; il tedesco vince quattro titoli consecutivi con la Red Bull tra il 2010 e il 2013; l’olandese ripete l’impresa nell’era più recente.
A quota 3: tra gli altri Ayrton Senna, Jackie Stewart, Niki Lauda, Jack Brabham e Nelson Piquet. Senna resta, per molti, il pilota più amato della storia nonostante il numero di titoli inferiori ad altri.
I campioni italiani e l’attesa che dura dal 1953
L’Italia ha avuto due campioni del mondo di Formula 1: Giuseppe Farina, vincitore della primissima edizione nel 1950, e Alberto Ascari, campione nel 1952 e nel 1953.
Da allora, più nulla. Settantatré anni in cui il Paese che ospita la Ferrari, il Gran Premio più antico del calendario e alcune delle scuderie storiche del motorsport non è più riuscito a portare un proprio pilota al titolo mondiale.
Ecco perché la stagione 2026 ha un significato particolare. Andrea Kimi Antonelli guida il Mondiale con 242 punti dopo il Gran Premio d’Olanda, con cinquantanove lunghezze di vantaggio su Hamilton e Russell. Se il bolognese dovesse chiudere i conti, diventerebbe il primo campione italiano dai tempi di Ascari — un’attesa lunga quanto tre generazioni di appassionati. Il quadro completo è nel nostro bilancio della stagione .
La Ferrari nell’albo d’oro: il costruttore più titolato
Sul fronte costruttori, la Ferrari è la scuderia più vincente della storia della Formula 1 ed è l’unica ad aver partecipato a ogni edizione del campionato dal 1950 a oggi.
I titoli piloti conquistati con la Rossa portano le firme di Ascari, Fangio, Hawthorn, Phil Hill, Surtees, Lauda, Scheckter, Schumacher e Räikkönen. L’ultimo titolo piloti risale però al 2007 con il finlandese: quasi vent’anni di attesa che pesano su una scuderia abituata a vincere.
La stagione 2026 ha portato due vittorie — Hamilton a Barcellona e Leclerc a Silverstone, quest’ultima la numero 250 della storia del Cavallino, arrivata proprio sul circuito dove nel 1950 era arrivata la prima. Un cerchio che si chiude nel modo più simbolico possibile.
Registro che vale la pena conoscere
Il pilota più giovane a vincere un titolo è Sebastian Vettel, campione nel 2010 a ventitré anni. Se Antonelli dovesse vincere quest’anno, a diciannove anni, il record cadrebbe con un margine enorme.
Il maggior numero di titoli consecutivi appartiene a Schumacher con cinque tra il 2000 e il 2004.
Il campione più anziano è Fangio, che conquistò l’ultimo dei suoi cinque titoli a quarantasei anni — un’epoca in cui la carriera dei piloti seguiva ritmi completamente diversi.
L’unico pilota a vincere con quattro costruttori diversi resta ancora Fangio, un primato che nell’era moderna, con le monoposto sempre più legato al progetto di una singola squadra, appare irraggiungibile.
Per le classifiche ufficiali complete e le statistiche aggiornate il riferimento è il sito della Formula 1 .

Perché questa stagione può entrare nella storia
Il Mondiale 2026 ha ancora otto gare da disputare, a partire dal Gran Premio d’Italia a Monza dal 4 al 6 settembre — l’appuntamento che abbiamo raccontato nella guida su dove vedere il GP Monza .
Se Antonelli chiudesse i conti, l’albo d’oro della Formula 1 si arricchirebbe di un nome italiano dopo settantatré anni, e con il primato assoluto di campione più giovane di sempre. Se invece Hamilton dovesse rimontare, arriverebbe l’ottavo titolo che nessuno ha mai conquistato — e per giunta in Ferrari.
Due scenari che, in modi diversi, riscriverebbero completamente questa pagina.